Un po’ di storia Conklin Duragraph Recensione
La fondazione ufficiale della Conklin è collocata nel 1898 ma il suo fondatore, Roy Conklin, operava nel settore delle penne stilografiche già dal 1891.
Il successo dell’azienda può essere attribuito in maniera significativa all’invenzione del sistema di caricamento noto come Crescent Filler, il primo meccanismo di caricamento automatico realmente funzionale: un semianello sporgente all’esterno della penna consente di comprimere, mediante una barretta metallica alla quale è solidale, un serbatoio in gomma; rilasciando il semianello la depressione derivante provoca una aspirazione che determina il riempimento del serbatoio.
Un apposito (non proprio gradevole) anello di protezione previene l’azionamento accidentale del dispositivo di caricamento.
Dopo un periodo abbastanza lungo di successi commerciali, l’azienda, vittima di una incapacità di rinnovarsi e rimanere competitiva, andò incontro a un graduale declino, fino alla definitiva cessazione dell’attività produttiva, intorno al 1948.
Come era già accaduto per altri marchi storici, Conklin fu ricostituita nel 2000 ed attualmente opera sul mercato come Conklin Pen Co. Inc., dedicandosi alla produzione di penne che sono, in buona sostanza, delle repliche di modelli di successo degli anni d’oro.
Come accade, tuttavia, per la maggior parte delle penne moderne, queste “riproposte” non posseggono alcuna particolare qualità che consenta di distinguerle da altre penne, penalizzate soprattutto dal confronto con gli eleganti modelli d’epoca.

Confezione e accessori
Merita certamente una citazione la scatola nella quale questa penna viene fornita. A dispetto del prezzo piuttosto modesto, la confezione è costituita da una scatola di grande decoro, con l’esterno in un bel blu impreziosito da impunture gialle, ad imitazione di un cuoio leggero.
L’interno è reso particolarmente gradevole da un rivestimento in finta pelle color crema, di grande impatto visivo e molto protettivo per il contenuto.
Sul fondo della scatola trovano posto anche due cartucce standard e un buon converter, con attacco a vite.
Ho visto penne dal costo molto superiore consegnate in confezioni quasi “umilianti”!

Forma ed estetica
                                                     Conklin Duragraph Fountain Pen
L’estetica di questa penna, sia per la forma complessiva sia per il materiale impiegato, costituisce un evidente richiamo al modello “vintage” del quale intende proporsi come una sorta di replica, secondo la politica generale seguita dalla “nuova” Conklin.
La Duragraph fu lanciata nel 1923 e in breve arrivò ad essere considerata la penna “definitiva”!
Lo stesso nome fu il risultato di una fusione lessicale “colta”: “dura” da <durable> (durevole) e “graph” dal greco <grafo>, ovvero “scrivo”: una vera e propria orgogliosa enunciazione di affidabile durevolezza!
La nuova versione della Duragraph è stata introdotta in occasione del 91mo anniversario del vecchio modello.
La denominazione “amber” (ambra) si giustifica con l’uso di una moderna resina di buona qualità (dichiarata come prodotta a mano...) che richiama in maniera decisamente plausibile l’aspetto, il colore e le striature di una vera, autentica ambra.
A dispetto di alcune opinioni critiche, devo ammettere che il risultato complessivo mi sembra molto gradevole, tanto da non fare rimpiangere poi troppo l’originale vintage.
La geometria del fusto e del cappuccio è quasi perfettamente cilindrica; il cappuccio è terminato da un corto top, in resina nera, che costituisce elemento di fissaggio dell’interessante clip cromata.
La parte superiore di questo top è del tutto piatta, contribuendo all’immagine “tronca” della struttura: la sua superficie ospita un’incisione con il nome della casa, completata, subito sotto, dalla orgogliosa dichiarazione dell’anno di nascita dell’azienda: est. 1998 (fondata nel 1998)!
La clip ha una forma equilibrata e riesce a contribuire in maniera efficace all’aspetto vintage della penna.
Conklin Duragraph CappuccioAnche il fusto viene terminato da un breve fondello piatto, in resina nera, a richiamare il top in cima al cappuccio.
Un sottile anello cromato provvede a fornire un apprezzato “stacco” dalla resina ambra del fusto.
La stessa resina nera viene impiegata per la sezione, una scelta che suscita più di una preplessità, di natura puramente estetica (...): guardando la penna senza cappuccio, devo dire, però, che trovo gradevole ed appropriata la corrispondenza cromatica fra sezione e fondello.
Ulteriore elemento decorativo è una stretta veretta cromata sistemata a circa un centimetro sopra l’imboccatura del cappuccio e ornata da una incisione con il nome della casa.  Tutte le incisoni si avvalgono di un lettering piuttosto curato ed elegante, con forti richiami stilistici agli anni d’oro della Conklin.

                                                      Conklin Duragraph
Comodità d'uso
Il cappuccio si apre in appena un giro circa: molto veloce e molto pratico, certamente, ma la facile e rapida apertura consiglia anche di fare attenzione, in fase di chiusura, a che il cappuccio sia sicuramenteConklin Duragraph Specifiche Tecnicheavvitato, ad evitare intempestive aperture e sgradevoli spandimenti di inchiostro.
L’accuratezza realizzativa delle filettature vale a prevenire qualunque gioco o incertezza di impegno.
Le cuspidi della filettatura a ridosso della sezione non sono tali da irritare le dita che impugnano la penna.
A differenza del vecchio modello, questa moderna versione della Duragraph può essere alimentata con una cartuccia standard o (molto meglio...) con l’utile converter in dotazione, onesto ed affidabile e, soprattutto, non semplicemente applicato a pressione ma solidamente avvitato alla sezione, a garantire una assoluta sicurezza verso eventuali e sempre temute perdite di inchiostro.
Le dimensioni della Duragraph consentono un uso abbastanza comodo anche senza cappuccio calzato, anche per mani medio-grandi.
Il peso è decisamente modesto e non incide in maniera apprezzabile sul confort di scrittura, anche in occasione di sedute prolungate.
Nella condizione di cappuccio calzato la penna diventa troppo lunga e sbilanciata verso dietro: il cappuccio, infatti, rimane sì saldamente applicato ma “abbraccia” solo un paio di centimetri del fondello aggiungendo così una lunghezza davvero inaccettabile alla penna.
La clip ha un comportamento molto rigido e la pallina terminale non agevola l’inserimento in un taschino, di qualunque stoffa: mi sembra davvero poco utilizzabile.

Il gruppo pennino
Il pennino, in acciaio, è di dimensioni certamente generose (un #6) e, pur adottando un’estetica minimalista, presenta alcune soluzioni che lo personalizzano con una discreta eleganza. Sotto il foro di sfiato (dalla piacevole forma a mezza luna) un ovale dorato ospita l’incisione col nome della casa e, subito sotto, nell’ordine, l’indicazione della sede “antica”, TOLEDO (in Ohio, ma la sede attuale è Chicago) e del paese di appartenenza (USA). La larghezza del pennino (una “F” in questo caso) è indicata con una incisione sul fianco destro, leggermente ripiegato verso il basso. Rinuncia assoluta a qualunque decoro (ellisse dorata a parte) e lettering essenziale contribuiscono ad un certo fascino essenziale ed “efficace” di questo pennino.
Per la prova di scrittura ho caricato la penna con il collaudatissimo (ed elegante) Parker Quink blu-nero, ampiamente collaudato; per la carta ho usato il solito, affidabile e gradevole Fabriano Ecoqua.
Conklin Duragraph Gruppo Pennino
Devo purtroppo riferire che, all’inizio (out of the box), questa penna appariva piuttosto ostinata nel rifiutarsi di scrivere. Sono stato costretto, perciò, ad attuare un tentativo di salvataggio che ha percorso, con perseverante pazienza, i passaggi ormai canonici.
Un approfondito e ripetuto lavaggio del gruppo di scrittura e un successivo passaggio in un bagno ad altrasuoni sono risultati mestamente inefficaci: la traccia prodotta era troppo esile e comunque fastidiosamente discontinua.
La situazione ha avuto una vera svolta quando mi sono deciso ad infilare fra i rebbî una lametta da barba, fatta delicatamente oscillare, a cercare (almeno) di allontanare, seppur di poco, le punte.
Il risultato è stato estremamente lusinghiero: la penna ha finalmente deciso di scrivere e scrivere bene. Dopo il pur modesto intervento, il pennino produce ora un tratto regolare e continuo, del tutto privo di salti, afflitto solo sporadicamente da qualche lieve episodio di falsa partenza.
L’alimentatore appare non proprio generoso, almeno con questo inchiostro: la prestazione non proprio esaltante induce a pensare, quasi subito, a una ripetizione della prova con un altro inchiostro, più fluido e/o meglio lubrificato.
Vincendo una certa pigrizia, ho allora cambiato inchiostro, optando per l’affascinante Diamine Asa Blue: non che la penna abbia cambiato del tutto la sua “personalità” ma è apparso subito evidente il vantaggio in termini di regolarità del tratto e di riduzione delle false partenze.
Le considerazioni che seguono si riferiscono, dunque, a questa nuova, molto più favorevole, condizione operativa. 

                                           Conklin Duragraph Prova di Scrittura
Sono del tutto sparite le false partenze e il flusso di inchiostro fornito dall’alimentatore è risultato più che adeguato a produrre una traccia che, a dispetto della <F> dichiarata, lascia anche apprezzare lo shading di questo inchiostro Diamine: proprio lodevole!
La pressione richiesta è davvero molto limitata: anche a pressione zero (sotto il suo solo modestissimo peso) la penna lascia un segno continuo, consistente e regolare. Si conferma, ancora una volta, l’influenza dell’inchiostro, almeno per le penne tendenzialmente “difficili”!

Questo pennino, in acciaio, andrebbe considerato semplicemente rigido. Tuttavia da un aumento della pressione, entro limiti ragionevoli, si riesce a ottenere un allargamento apprezzabile del tratto, quasi fino alla comparsa di un inizio di “railroading”: non male.
La scrittura a pennino rovesciato (reverse writing) produce un tratto davvero sottilissimo ma regolare, accompagnato da un feedback ampiamente nei limiti del tollerabile: una modalità di scrittura, dunque, ragionevolmente praticabile quando se ne presenti la necessità.

In Italia la penna è disponibile solo con pennino F o M: gli appassionati dei tratti particolarmente generosi (B o BB...) dovranno rassegnarsi, almeno per il momento... Il gruppo di scrittura può essere asportato (per manutenzione, o sostituzione, magari con qualcuno dei pennini “universali” #6 più larghi disponibili sul mercato) ma bisogna porre attenzione al fatto che è fissato “a frizione”.
L’asportazione comporta, perciò, a fusto bloccato dalle dita di una mano, l’applicazione, con le dita dell’altra mano, di una trazione (puramente e rigorosamente assiale, per non piegare e rompere l’alimentatore) al gruppo di scrittura fino alla sua completa fuoriuscita.
Chi non ha una provata dimestichezza con questo genere di operazioni è caldamente invitato ad evitare di cimentarsi in un’azione che potrebbe risultare fatale per l’incolpevole penna: meglio rivolgersi a qualcuno più esperto e sicuro!

Depurata dalle difficoltà iniziali (fortunatamente superate), l’esperienza d’uso di questa penna può essere sintetizzata come mediamente gradevole, visivamente confortata da un’estetica piuttosto originale ed interessante: non è di sicuro una penna destinata a passare inosservata.
Qualità costruttiva, comodità d’uso e capacità di scrittura, rapportate al costo di circa 55 euro (quotazione Goldpen), ne fanno uno strumento di scrittura intrigante e di certo conveniente: difficilmente potrà mancare nel repertorio di chi nutre il desiderio di allargare le proprie esperienze di scrittura, soprattutto se a costi accessibili!...

Buona scrittura. Buon divertimento.
                                           Conklin Duragraph comparazione vs Pelikan vs Lamy

PROVA DI SCRITTURA
CONKLIN DURAGRAPH <F>
Inchiostro: Parker Quink Blu-nero Carta: Puntinato FABRIANO Ecoqua

NB: il righello che compare nella scansione del foglio ha lo scopo di consentire una valutazine dimensionalmente corretta dei risultati (spessori), falsati da una riproduzione che non sia in scala 1:1.

      Conklin Duragraph Prova di Scrittura






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